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Metaponto e la Poetica dei Numeri Primi

Metaponto sarà tra le protagoniste della terza grande mostra del programma di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 dal titolo “𝗟𝗮 𝗣𝗼𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗶 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗶. 𝗗𝗮 𝗣𝗶𝘁𝗮𝗴𝗼𝗿𝗮 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝗴𝗼𝗿𝗶𝘁𝗺𝗶” con la direzione scientifica del matematico Piergiorgio Odifreddi. 

▶️ 𝗢𝗽𝗲𝗻𝗶𝗻𝗴 – 𝗟𝗮 𝗽𝗼𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗶 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗶
ven 21 Giugno 2019
𝘥𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘩 18.30 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘩 21.00
𝘔𝘶𝘴𝘦𝘰 𝘈𝘳𝘤𝘩𝘦𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘤𝘰 𝘕𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘔𝘦𝘵𝘢𝘱𝘰𝘯𝘵𝘰
𝘝𝘪𝘢 𝘈𝘳𝘪𝘴𝘵𝘦𝘢, 21 – 𝘔𝘦𝘵𝘢𝘱𝘰𝘯𝘵𝘰 (𝘔𝘛)

▶️ 𝗩𝗶𝘀𝗶𝘁𝗲 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮𝘁𝗲
sab 22 Giugno 2019
𝘥𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘩 11.00 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘩 18.00
𝘔𝘶𝘴𝘦𝘰 𝘈𝘳𝘤𝘩𝘦𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘤𝘰 𝘕𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘔𝘦𝘵𝘢𝘱𝘰𝘯𝘵𝘰
𝘝𝘪𝘢 𝘈𝘳𝘪𝘴𝘵𝘦𝘢, 21 – 𝘔𝘦𝘵𝘢𝘱𝘰𝘯𝘵𝘰 𝘔𝘦𝘵𝘢𝘱𝘰𝘯𝘵𝘰 (𝘔𝘛)

▶️ 𝗨𝗻𝗮 𝗻𝗼𝘁𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗣𝗶𝘁𝗮𝗴𝗼𝗿𝗮
sab 22 Giugno 2019
𝘥𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘩 19.00 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘩 23.59
𝘗𝘢𝘳𝘤𝘰 𝘈𝘳𝘤𝘩𝘦𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘤𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘈𝘳𝘦𝘢 𝘜𝘳𝘣𝘢𝘯𝘢 𝘥𝘪 𝘔𝘦𝘵𝘢𝘱𝘰𝘯𝘵𝘰 (𝘔𝘛)

▶️ 𝗔𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹’𝗔𝗹𝗯𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗣𝗶𝘁𝗮𝗴𝗼𝗿𝗮
dom 23 Giugno 2019
𝘥𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘩 05.30 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘩 09.00
𝘗𝘢𝘳𝘤𝘰 𝘈𝘳𝘤𝘩𝘦𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘤𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘈𝘳𝘦𝘢 𝘜𝘳𝘣𝘢𝘯𝘢 𝘥𝘪 𝘔𝘦𝘵𝘢𝘱𝘰𝘯𝘵𝘰 (𝘔𝘛)

Per l’accesso agli eventi in programma è necessario essere titolari del #PassaportoMatera2019.
Cos’è? Scopri di più
—> https://bit.ly/2WM0oDP

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Pitagora. La statua che non c’era.

A Metaponto, dove il Maestro insegnò, visse e morì, è ora possibile ammirare il monumento a lui dedicato. In realtà si è voluto onorare il Maestro al pari di altri grandi filosofi, come Socrate, Platone, Aristotele, tutti rappresentati con bellissime statue a loro dedicate in più parti nel mondo.

A Metaponto si è colmato un inspiegabile vuoto secolare: il Maestro dei maestri privo di una statua in stile classico realizzata in suo onore. La statua farà compagnia a quella in stile moderno presente a Samo, l’isola natia di Pitagora, ed è la estensione volto-corpo dell’erma presente nei Musei Capitolini di Roma.

Come si evince dalle note storiografiche il busto capitolino è tratto da un originale greco del V secolo a.C., quindi di elevata attendibilità. In realtà la statua appare la naturale conclusione del ciclo di una vita fantastica di un uomo immenso che a Samos traguarda il cielo con una squadretta in mano, per prendere evidentemente divina ispirazione, e a Metaponto con sguardo sapiente e con mano ferma indica la summa della sua sapienza: la tetrade, il tetraedro, il solido perfetto racchiuso in triangoli in cui è espressa la sacra tetraktys. Si è voluto immaginare che il suo sepolcro, sin qui mai trovato, potesse essere a forma di tetraedro ed è per questo che è così rappresentato e protetto nella sua Agorà di Metaponto.

Nell’Agorà il Maestro, grazie al posizionamento lievemente sollevato dal piano stradale, continuerà il suo dialogo immaginario con quanti ancor oggi vedono nei suoi versi aurei la saggezza e la lungimiranza a lui universalmente riconosciute. Non a caso Pitagora viene rappresentato, in formato uomo e nelle sue più probabili fattezze, con un copricapo formato da una fascia di tessuto intrecciata al di sopra di un berretto probabilmente in cuoio. Secondo quanto riferisce Claudio Eliano (Varia historia, XII, 32), il filosofo era solito vestire all’orientale e adoperare una benda (tenia o fascia) annodata intorno alla testa, simile all’odierno copricapo indossato nel Nord Africa e nel vicino e medio Oriente.

Questa specie di turbante stabilisce un collegamento con la tradizione sviluppata dall’età ellenistica in poi, secondo cui Pitagora sarebbe stato un mediatore culturale tra Occidente ed India (Museo Archeologico Nazionale di Napoli).

A Metaponto, 2600 anni dopo, si è colmata una sorprendente dimenticanza della storia che non poteva più essere rimandata.

Onore a Pitagora, maestro e pensiero dell’Umanità.

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